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Bevi poco? Soffri di più

8 dicembre 2017
La disidratazione peggiora la percezione del dolore.
Bevi poco? Soffri di più

Che bere acqua faccia bene è risaputo: l’idratazione è fondamentale per la salute e il benessere dell’organismo. Ma adesso i ricercatori hanno fatto un passo avanti, scoprendo che chi beve di meno percepisce maggiormente il dolore. Il professor Umberto Solimene dell’Osservatorio Sanpellegrino spiega il perché.

Il test

I ricercatori neozelandesi dell’Università di Massey sono arrivati a questa scoperta effettuando su un gruppo di volontari per due volte (idratati vs disidratati) il Cold Pressure Test, che consiste nel sottoporre i partecipanti a una pressione fredda sui piedi finché il dolore diventa intollerabile.
Dai risultati, ottenuti confrontando il tempo di sopportazione durante le due fasi, è emerso che i soggetti fortemente disidratati percepiscono il dolore il 40% in più rispetto a quando sono idratati. Ma gli effetti negativi si riscontrano già con una lieve disidratazione, che porta ad un aumento del 20% della sensibilità al dolore.

Bevi

Se bevi meno di 8 bicchieri al giorno sei a rischio disidratazione. E sei ancora più a rischio in inverno, quando, per via del freddo, sentiamo meno lo stimolo della sete.
È importante sensibilizzare in modo particolare le persone anziane che anche in inverno vengono spesso colpite da disidratazione perché in aggiunta al “fattore freddo” percepiscono lo stimolo della sete meno della fascia più giovane della popolazione. La stessa attenzione dovrebbero porla coloro che soffrono di malattie croniche. “In un contesto come quello odierno – sostiene il professor Solimene – in cui l’aspettativa di vita e d’invecchiamento della popolazione si allunga aumentano, anche le malattie croniche. Circa un quinto della popolazione italiana soffre di dolore cronico, influenzando in tal modo la qualità della vita e i costi della assistenza sanitaria. Diventa dunque necessario associare ad una buona alimentazione anche una corretta idratazione per evitare di aumentare la percezione del dolore che in questi casi è già alta.”


Fonte: Sanpellegrino

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